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  • LaFeLL Spazio Milano

Siamo ciò di cui ci nutriamo

"Qualsiasi medicina che si occupi dell'uomo dovrebbe insegnare la pratica elementare di una medicina semplice, che ci liberi, come essere sociali, dall'abitudine di affidarci al giudizio - sia esso buono o cattivo- di un altro uomo, abitudine che ha come unico risultato quello di allontanarci dalla meta cui tutti tendiamo. Facciamo tutti lo sforzo di liberarci, perché la nostra generazione e quella che ci seguirà non cadano in preda alla paura e alla dipendenza".

Naboru Muramoto- 1975


Questa medicina può essere il teatro. Non la performance; non la dizione; non la finzione. Ma il processo che ti porta senza i pensieri ad essere, che ti conduce fuori dalla tua zona di comfort, che ti da la possibilità di esplorarti e di guardarti con occhi diversi. Quel teatro che ti consente di sorprenderti, perché ti permette di fare cose che non pensavi potessero esistere.


Quel teatro che ti fa incontrare gli altri, che ti fa incontrare lo sbaglio, che ti mette in contatto con paure e disagi e gioie che avevi abbandonato in un angolo dentro di te.

Una scintilla. Poi le resistenze. "Non ce la faccio, non fa per me". Ma se ti avvicini al teatro è perché una parte di te lo stava cercando.

Non è necessario chiedersi perché.

"Qui ed ora" qualcosa ti sta chiamando e basta seguirlo, basta "fluire".

Ma il fluire non è cosa semplice per quell'essere pensante che è l'uomo, che necessita di spiegare tutto con la ragione. Guai a fluire con l'universo, guai a seguire la scintilla se non sappiamo dove ci conduce...


Le cose migliori della vita capitano sempre al di fuori della propria zona di comfort. Quel disagio, quel fastidio sottopelle nel quotidiano è un segnale. Non bisogna metterlo da parte, né capirlo. Bisogna osservarlo e poi fluire con esso. Ci condurrà in posti che neppure immaginavamo.


Il teatro ti sorprende, se perdi di vista la performance (almeno per un po'). Se abbandoni gli standard della società e il giudizio - buono o cattivo. Perché il giudizio è una gabbia, ma se lo lasci fare, il teatro può liberarti.


LaFeLL (La Furia e La Lumaca)




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