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Guarda bene. Cosa vedi?

Cosa hai visto nella immagine?

Questa è la domanda su un gigantesco cartellone (quello della figura) di circa 2,5 m x 1,80 m esposto nella Triennale di Milano per la mostra Broken Nature.


Se la risposta è solo una tigre, allora come il 90% delle persone anche tu sei affetto da la "cecità alle piante" (plant blindness).


La cecità alle piante è una vera e propria disfunzione cognitiva descritta come l'incapacità di vedere o notare le piante nel proprio ambiente, che porta all'impossibilità di riconoscere l'importanza delle piante nella biosfera e negli affari umani.


Le cause della "plant blindness"sono di natura culturale e fisiologica. Culturale perché, come accade anche in ambito accademico, ci accorgiamo soltanto di ciò che conosciamo e comprendiamo, e le piante sono gli esseri viventi meno conosciuti in natura.Poi esiste una causa fisiologica. Attraverso i nostri occhi ogni secondo entra nel cervello un'enorme quantità di dati, dei quali solo una minima parte viene elaborata. La stragrande maggioranza dei dati viene invece scartata.


Come fa il nostro cervello a decidere quali dati trattenere? Le informazioni vengono selezionate in base alla loro potenziale importanza. Le piante non si muovono, non sono pericolose, quindi nella nostra evoluzione abbiamo imparato ad ignorarle, a non vederle,usando le nostre ridotte capacità di calcolo cerebrale per analizzare dati provenienti da animali o altri uomini che, al contrario, potevano rappresentare un pericolo diretto.


Per secoli il regno vegetale è stato ritenuto a torto inferiore a quello animale. Ma il mondo vegetale è una superpotenza del pianeta.


Solo qualche dato...


Gli scienziati hanno immaginato di pesare tutta la biomassa carbonica, ossia ciò che è vivo sul pianeta. Il risultato è 550 miliardi di tonnellate, detti anche gigatoni. Di questi, circa l'82% è costituito da vegetali, mentre l'intero mondo animale pesa solo 2 gigatoni.

Gli uomini con il loro 0,06 gigatoni, contano solo per lo 0,01%.


La fotosintesi è la fonte energetica più potente ed efficiente del pianeta, con una produzione di circa 130.000 miliardi di watt. Il dato supera 6 volte il consumo annuo dell'intera civiltà umana.


Così trascurate ma sempre presenti.

Non considerate, ma fondamentali per la sopravvivenza di tutti.